| In
quest’ultima città fino da epoca etrusco-romana la
lavorazione dell’alabastro aveva prodotto oggetti di grande
pregio artistico e dato luogo ad un artigianato specializzato assai
importante (urne cinerarie e reperti archeologici sculturei del
Museo Guarnacci di Volterra).
L’Ecomuseo è l’istituzione che
si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la
memoria collettiva globale dell’area delimitata, interessata
dall’attività alabastrifera (escavazione/lavorazione/commercializzazione).
Esso
opera a più livelli: l’ecomuseo infatti è
un museo in cui la popolazione è parte attiva nel processo
di conoscenza e fruizione del territorio, in quanto custode della
propria memoria e tramite tra il passato ed il presente. L’ecomuseo
si caratterizza e si differenzia dal museo per essere un museo
del tempo e dello spazio: del tempo perché privilegia sezioni
storiche particolari e definite, ma svolge un percorso diacronico
di lungo periodo, dal passato all’attualità; dello
spazio perché la formula di ecomuseo è legata alle
particolari caratteristiche geomorfologiche, ambientali.
Il
sistema museale di ecomuseo si articola nei seguenti interventi:
Itinerario
specializzato dell’escavazione dell’alabastro
Itinerario
specializzato nella lavorazione e commercializzazione
Punto
Museale Centrale a Castellina M.ma (ex palazzo
Opera Pia)
Archivi
d’area a Santa Luce per l’itinerario
di escavazione e a Volterra per l’itinerario della
lavorazione |