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cultura gastronomica castellinese affonda le proprie
radici nell’humus di una cucina cosiddetta “povera”
allorché, in un paese rurale e di cavatori di alabastro,
le donne di casa dovevano superarsi per trasformare in succulenti
pranzi le “umili” materie prime delle quali disponevano.
Nel 1987 Aldo Castellani e Iraldo Mangoni, raccogliendo
testimonianze e ricordi di gioventù, dettero alla stampa
il libro “All’ombra del sassi bianchi”, una
raccolta di racconti paesani e di ricette in rima nuovamente editato,
nel 2001, a cura dell’Amministrazione Comunale. Da questo
volume ha tratto origine la manifestazione di spicco dell’estate
castellinese e cioè la “Cucina Povera”
che, nei suoi tre giorni di effettuazione richiama buongustai
da tutta la Toscana e dalle regioni limitrofe.
Ma i piatti tipici della vecchia cucina del territorio si ritrovano
in gran parte dei ristoranti di Castellina. |
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| Vi
presentiamo alcune ricette presenti nel libro "All'ombra
dei Sassi Bianchi" |
PANE
INZUPPO
Senza sforzo di memoria
vi narriam la breve storia,
la più facile del mondo,
si prepara in un secondo.
La rimiamo stretta stretta
del pan zuppo la ricetta.
Si sa tutti ch'è locale
e che il pane è l'essenziale,
che sia secco o già posato,
tanto dopo va 'nzuppato
un pezzetto sotto l'acqua
sia dei Pini o di Papacqua,
poi si toglie e si condisce
come ognuno più gradisce.
Per restà all'originale,
devi subito affettare
cetrioli e pomodori
ed un paio d'altri odori.
Butta m quella pappa molle
sia basilico e cipolle,
sale, pepe ed olio fino
con aceto fatto a vino.
Se poi un sei tirato o stricco
lo poi fare anche più ricco,
che sarà ben più nutriente,
ma poi in fondo un cambia niente,
resta sempre un arrangiato:
se un è zuppa è pan bagnato!
Si richiede sull'istante
rosso stretto stuzzicante,
perciò l'unico da bere:
vin d'annata del cigliere.
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CAVOLO
STRASCI'ATO
Quest'é un piatto prelibato,
bello cotto e strascicato,
cucinarlo, un é bugia,
ci voleva maestria.
Col prezzemolo e coll'aglio
fai un battuto a tutto taglio,
anche un poco di salvietta
che ci triti stretta stretta,
rosolar lo fai a dovere
n'un tegame a tuo piacere,
fallo bene, a fiamma viva,
e che l'olio sia d'oliva.
Quando tutto è rosolato
con il vino va fermato,
poi cotenna di maiale
e condisci a pepe e sale.
Metti il cavolo spezzato,
dopo averlo risciacquato,
e lo tiri poi a cottura
con conserva in sua misura,
sciolta in brodo riscaldato
che da ieri t'é avanzato.
Dopo quel che abbíam sentito
se si vuol più saporito,
nel tegame van buttate
due salsicce dimezzate.
Se sei un vero buongustaio,
e non voi commette un guaio
t'avvertiamo con riserva
di dosare la conserva!
Perché l'unto, abbíam capito
non dev'esser colorito:
per riuscir bene la cosa
deve esser color rosa.
Ma qualcuno, s'é saputo,
aggiungeva nel battuto bella
trita, molla molla,
oltre all'aglio la cipolla.
Se vuoi farlo stai nel giusto
altrimenti perde il gusto.
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TONNINA
E' d'estate, é luna piena,
cosa c'é stasera a cena?
Se la fame intensa cresce,
c'é un cinciagnolo di pesce.
E' già in bagno, là in cucina,
sputa il sale la tonnina.
Certo c'é da venir matti
a saper di che si tratti.
Quale bestia del creato
sia quel cibo poi salato?
Che sia forse la tonnina
del sor tonno la bambina?
No, non credo, é un'altra cosa,
é uno scarto, é troppo rosa.
Ma sia un po' cosa le pare
purché buona da mangiare.
Ben condita e ben oliata
s'accompagna all'insalata,
sia di pomodoro solo
od insieme al treciolo.
Se il salato dà coraggio
a trincà l'abbeveraggio
basta sceglierlo sincero:
vino secco, ma leggero.
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ANELLI
DI FARINA DOLCE
Eran proprio una cuccagna
quei dolcetti di castagna,
per quei tempi un eran poco,
eran chicchi ed anche un gioco.
'Sta minuscola proposta
dalle altre si discosta
perché conta solamente
questo unico ingrediente:
un mezz'etto di farina
e ne fai qualche dozzina.
Sfruna il fuoco nel braciere
con le molle lunghe e nere,
poi l'anello da cucito,
che ben bene hai riempito,
tu lo infili sotto brusta
in maniera che sia giusta.
Va cavato quand'è cotto
sia di sopra che di sotto.
Ehi! Ma scotta! Ahi, che male!
Lo si sforna dal ditale
di cui ha preso le sembianze,
i contorni e le evidenze,
poi si posa abbrustolito:
ecco fatto, sei servito!
Vino dolce e mosto muto,
ben filtrati con l'imbuto,
sono adatti in circostanza
alla piccola pietanza,
bada ben che sia posticcio
o vin santo del Terriccio.
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| Il
volume si può acquistare al prezzo di €.13 richiedendolo
all’Amministrazione Comunale. |
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